Dal letame al concime. Come nascono i fiori dentro una società.

Dietro il volto di ogni volontario si cela un vissuto fatto di speranza, sogni e realtà. Quest'ultima, a volte, è talmente forte da cambiare per sempre il corso della vita di un uomo.

"Credere davvero in questo progetto è stata una fonte di cambiamento per me; dapprima ero insicuro, e pensavo che molti non si sarebbero presentati date le difficili condizioni, ma quello che è successo dopo è stato incredibile".

Queste sono le parole di un giovane artista, Luigi Giocolano, che superando l'ostacolo dell'aspettativa è riuscito a valorizzare il lavoro artistico e sociale di circa una decina di detenuti, emozionando l'intera città di Gela con la realizzazione di un'opera innovativa.

Con una futura collocazione nella nostra città quest'opera che rispecchia la Trash Art, lontana dal consumismo, valorizza il lavoro dei ragazzi che hanno preso parte al progetto denominato Fuori Le Mura, un lavoro di inclusione e sensibilizzazione con l'obiettivo di stabilire un contatto tra politica, società e giustizia.

Grazie alla partecipazione attiva, vera libertà, è stato possibile realizzare a partire da luglio di quest'anno un mosaico dai colori e dagli istinti vivacissimi, con materiali totalmente riciclati.

L'arte in questo caso si caratterizza nel senso pratico non come un errore fatto di elementi mischiati insieme casualmente, ma come riscatto di un materiale che ora può finalmente assumere un senso.

"Quest'opera è la metafora di ciò che è accaduto tramite questo progetto. Gente che veniva considerata lo scarto della società, ha avuto finalmente l'occasione di riscattarsi" dice Rinaldi (direttrice della casa circondariale di Gela); da qui il tema dell'incontro tenutosi oggi presso la sede di Arci "Le nuvole" di cui la responsabile è Luciana Carfì. 

Emozionanti sono stati gli interventi dei vari partecipanti provenienti dai settori della giustizia come Giordano, Guarnaccia, Asaro; e ancora la partecipazione dell'assessora Nadia Gnoffo e molti altri, che tra una parola e l'altra hanno costruito il senso di questo lungo cammino che non ha termine.

La realizzazione dell'opera è un primo passo verso ulteriori lavori, uno già in corso d'opera, che mirano all'inclusione reale di cittadini che sperimentano grazie a percorsi come l'arteterapia una riabilitazione educativa a tutti gli effetti, con la promessa di un presente migliore come occasione per rivivere e rimettersi in gioco.

Il responsabile del progetto Fuori Le Mura, Domenico Palermo, ha posto in conclusione anche una riflessione proveniente dal mondo della letteratura da premio Nobel di Selma Lagerlöf:


"Leggendo si viene a sapere quasi tutto (...), e allora non hai che leggere in un'altra maniera. Non sempre è per tutti la stessa, ciascuno inventa la propria. C'è chi passa tutta la vita a leggere senza riuscire ad andare al di là della lettura (...) non percepiscono che le parole sono soltanto delle pietre, messe di traverso nella corrente di un fiume. Sono lì solo per farci arrivare nell'altra sfonda. Quella che conta è l'altra sponda, a meno che quei fiumi non abbiano due sole sponde, ma tante che ogni persona che legge sia essa stessa una sfonda, e che sia sua e solo sua la sfonda dove dovrà arrivare". (L'imperatore di Portugallia) 


Commenti