La storia del gigante Manfrino
UN’ESTATE MALEDETTA
Molto tempo fa, nelle fertili campagne
gelesi, accadde qualcosa di sensazionale.
L’estate tremendamente calda e
soleggiata, si trasformò d’improvviso in un rigido inverno fatto di bufere e
tempeste.
Il vento non cessava mai, colpiva ogni
cosa incontrasse, e tutte le notti sembrava che cantasse sempre la solita
storia.
<<Manfrino, Manfrino!! Dimmi,
come si trova il tuo tesoro?>> andava ululando sempre, come se avesse
una voce d'uomo.
E di ritorno un’altra raffica di vento
rispondeva: <<Cerca, Cerca e troverai!>>
UNA DONNA MISTERIOSA
L’amore tra Manfrino e Manfrina era potente;
tanto che i due erano molto odiati dalla gente, soprattutto per il loro legame
e le loro ricchezze.
Manfrina conosceva il gigante alla
perfezione, e ne ammirava il cuore nobile e sincero.
Egli riversava tutto il suo animo componendo
di continuo versi d’amore, e scrivendo di una donna misteriosa che, il caso
volle, incontrò solo una volta, prima che le bufere si abbattessero su Gela.
Per tale motivo Manfrina decise di
organizzare una festa per lui, nella speranza che anche questa donna si sarebbe
presentata, placando così l’animo irrequieto del fratello.
LA FESTA
La serata animata da canti e danze dal
ritmo vivace, intrattenne numerosi ospiti. Ma ciò che interessava al gigante,
era unicamente la sua amata che cercava con lo sguardo in ogni angolo della
grande sala da ballo.
Fu solo un brevissimo istante, quando
Manfrino si accorse che la donna stava fuggendo silenziosamente dalle porte del
castello, e con il cuore in gola la seguì fin sulla spiaggia dove il rossore
del cielo sembrava presagire un evento catastrofico.
UNA VISIONE DIVINA DESTINATA A SCOMPARIRE
Si racconta che quella notte la
giovane donna si immerse nel mare in tempesta sotto gli occhi del gigante che,
inerme di fronte la spaventosa forza della natura, non riuscì a salvarla dal
suo crudele destino.
Ma non fu questa l'unica tragedia di
quella notte.
Gli invitati alla festa, infatti, per
un oscuro complotto uccisero Manfrina e tutti i nobili legati al suo sangue,
pensando di poterli derubare così delle loro ricchezze.
Uccisero anche Manfrino che per il
dolore non riuscì a difendersi dai suoi crudeli assalitori e cadde inerme sulle
spiagge di Gela.
LE VOCI DEL VENTO
La sua anima rimase per sempre
imprigionata nelle spiagge di Gela, dove ancora oggi si avverte la sua voce
disperata urlare nel vento e raccontare il proprio dolore.
FINE



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